LE FAVOLE DI ESOPO A TEATRO VOLUME 1 adattamento teatrale di Giorgio La Marca

Titolo: PROCESSO AL BULLISMO

Autore: Giorgio La Marca

Editing: Teresa Esposito


Edizione: Aquilone Blu

Genere: Copione teatrale 

LE FAVOLE DI ESOPO A TEATRO VOLUME 1

Processo al Bullismo è un copione teatrale a struttura processuale che affronta il tema del bullismo in modo corale, profondo e accessibile, pensato per la scuola secondaria di primo grado e per le ultime classi della scuola primaria.


Attraverso il linguaggio del teatro, il testo invita studenti, insegnanti e pubblico a interrogarsi su responsabilità individuali e collettive, superando la semplice contrapposizione tra “buoni” e “cattivi”.


Lo spettacolo si apre in un’aula di tribunale ancora vuota. Un inserviente sistema le sedie e prepara lo spazio: solo più tardi si scoprirà che è lo stesso Giudice del processo. I sei giurati arrivano uno alla volta, spaesati e incerti, senza sapere chi o cosa dovranno giudicare. È un prologo intimo, che introduce il tema dell’ascolto e prepara il pubblico a un processo non ordinario.


Quando l’udienza si apre, sul banco degli imputati non siede una persona, ma un cartello: “IL BULLISMO”. Da qui prende forma un processo simbolico che analizza il fenomeno attraverso diversi casi. Le testimonianze portano in scena le principali forme di bullismo: quello legato all’aspetto fisico, alla diversità di carattere o di interessi, al cyberbullismo, fino al ruolo spesso ignorato degli spettatori silenziosi e degli adulti che minimizzano o non intervengono.

Ogni caso è costruito come un confronto diretto: le vittime raccontano il dolore, i tentativi di reagire, il senso di colpa interiorizzato; i bulli vengono messi di fronte alle conseguenze delle loro azioni; chi ha assistito senza intervenire è chiamato a riconoscere il peso del silenzio. Il testo evita il giudizio sommario e punta invece alla comprensione, senza mai giustificare la violenza.

Una parte centrale del copione è dedicata ai “testimoni simbolici del sistema”: personificazioni della pressione sociale, della perfezione irraggiungibile, della paura di non valere e dell’insoddisfazione. Attraverso di loro, il pubblico comprende che il bullismo non nasce dal nulla, ma si costruisce in contesti che spingono al confronto continuo, alla competizione e alla ricerca di potere sugli altri.


Il cuore emotivo dello spettacolo è la scena in cui la giuria resta sola. Qui avviene la rivelazione: tre giurati raccontano di essere stati vittime di bullismo, tre ammettono di essere stati bulli o spettatori complici. Le loro storie mostrano che il bullismo lascia segni su tutti, anche su chi pensa di averlo superato.


Il verdetto finale non è solo una condanna, ma una presa di posizione etica: il bullismo è dichiarato colpevole, ma la sentenza chiama in causa l’intera comunità. Il messaggio conclusivo, affidato a una voce fuori campo, rompe la quarta parete e interpella direttamente il pubblico, ricordando che ogni giorno ciascuno può scegliere se restare in silenzio o intervenire.

Il libro che raccoglie il copione è arricchito da prefazione dell’autore, note di regia, indicazioni scenografiche e costumi, offrendo uno strumento completo per la messa in scena e per il lavoro educativo in classe. Processo al Bullismo non propone soluzioni facili, ma apre uno spazio di riflessione, dialogo e consapevolezza, affinché il teatro diventi occasione di crescita e responsabilità condivisa.