CONCORSI DI SCRITTURA CREATIVA

CREAZIONE DI UN FUMETTO

Pasquale Di Gangi

Seconda A -  Scuola Secondaria di Primo Grado

"G. Garibaldi" -  VILLALBA (CL)



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CATEGORIA M

Un giorno qualunque…


Io un giorno andai dal fabbro perché la mia armatura era ormai arrugginita e quindi arrivato al villaggio chiesi al fabbro. Buondi caro, lui replicò e un onore averla qui signore, io gli risposi non mi lodi così tanto perché a me i complimenti non tanto mi piacciono e dopo aver detto ciò gli dissi, allora le vorrei chiederle per gentil cortesia una nuova armatura perché la mia oramai è stra vecchia dissi in modo sarcastico esso rispose onorevole cavaliere non si preoccupi ci penserò io alla sua armatura gliene faro una pregiata e con i migliori minerali di tutto il villaggio. Allora dopo aver ringraziato il fabbro andai nel mio castello, ereditato da poco da mio padre, mio fratello minore invece ebbe in eredità tutti i campi di mais di famiglia, io ero felice in quel castello perché avevo tutto quello di cui avevo bisogno, cioè la mia “moglie” Camilla, e infine il mio asinello di cui ricordo ancora quando ero piccolo e lo portavo al mulino, e quindi arrivato alla corte mi dorisi da mia moglie e gli replicati ciò che avevo appena fatto cioè aver ordinato dal fabbro una nuova armatura, lei replicò amore mi fa piacere, ma di devo dare una brutta notizia, io perplesso le chiesi cosa era successo, lei rispose, tuo padre sta male, dovresti andare a vedere cos’ha perché l’ hanno portato d’urgenza in ospedale… Io preoccupato come non mai mi dirisi d’urgenza verso l ospedale ma siccome molto lontano dal villaggio ci misi 2 giorni, 2 giorni di forte pioggia e nebbia, dopo tutto ciò arrivai in città dove chiesi indicazioni per l ospedale, un uomo di passaggio mi dirise verso l ospedale. Arrivato lì trovai mio padre mezzo stecchino e con pochi battiti al minuto, lui mi disse prima di morire figliuolo perfavore fai avverare il mio ultimo desiderio cioè, seppelliscimi sotto un albero di pesci in fiore, io perplesso risposi, padre perché vuoi ciò!?, lui mi rispose, ricorda, “non importa quanto tempo abbiamo passato insieme sarà sempre poco per te, vorrei ciò quindi perché così mi ricorderai come un bel pesco in fiore” esso dopo aver detto eventuali parole morì, io piangevo come non mai, il giorno del funerale, in cielo c’erano dei brutti nuvoloni grigi, ma quando callammo la bara nella fossa il cielo si sbiadi e si vide solo un sole caldo e dei fiori di pesco volavano nel aria, a me scese una lacrima, me la asciugai e vidi lassu in cielo lui che mi sorrideva. Da quel giorno seppur non abbiamo avuto una vita “riccha”mi ricorderò sempre di lui perché lui mi insegno i veri valori che non sono solo i soldi ma anche l amore..