CONCORSI DI SCRITTURA CREATIVA

CREAZIONE DI UN FUMETTO

Giacomo Ernandez

Ponzio Andrea


Classe TERZA A - Scuola Secondaria di Primo Grado

IC "Rallo" di Favignana



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CATEGORIA O

Passò un anno dalla cerimonia di investitura del Cavalier Daniel e la brutta vicenda che aveva vissuto il regno di Serafin II, oramai era solo un brutto ricordo. C’era tanta felicità al castello, si avvicinava il giorno delle nozze che avrebbero visto coronare il sogno d’amore tra il giovane Cavaliere e la bella principessa Camilla. Ma le insidie erano nascoste dietro l’angolo. Eludendo la sorveglianza Marcus riuscì a scappare dalla sua prigione lasciando un messaggio inquietante “ Tornerò e per voi sarà la fine.”

 

 

IL FUTURO RE

 Passò un anno dalla cerimonia di investitura del cavaliere Daniel e la brutta vicenda che aveva vissuto il regno di Serafin II era ormai un brutto ricordo. Tutto procedeva per il meglio. C’era  tanta felicità al castello, si avvicinava il giorno delle nozze che avrebbe visto coronare il sogno d’amore tra il giovane cavaliere e la bella principessa Camilla, ma le insidie erano nascoste dietro l’angolo. Eludendo la sorveglianza Marcus riuscì a scappare dalla sua prigione lasciando un messaggio inquietante  <<Tornerò e per voi sarà la fine>>. Il messaggio e la fuga di Marcus ,che  era riuscito a portar con sé  la sorella Romunda tramortendo le guardie, creò non solo preoccupazione al castello, ma in tutto il regno. La gente aveva paura per il suo sovrano. Tutti parteciparono alle ricerche per trovare Marcus e la sorella. Dopo aver cercato per molti giorni, di Marcus  non vi era nessuna traccia; era come se fosse stato inghiottito nel nulla. Il giorno prima del matrimonio Daniel disse a Sebastiano, il suo fidato aiutante, di continuare a perlustrare e a sorvegliare tutta la zona. L’indomani sarebbe stato un grande giorno e dovevano essere pronti , nel caso Marcus avesse deciso di attuare qualche folle piano. Disse anche che Camilla e il re non dovevano mai essere lasciati soli : una guardia doveva  essere sempre fuori dalla loro stanza a vegliare. Quel farabutto li avrebbe trovati preparati!<< Sarà fatto Daniel, rispose Sebastiano ,anche a costo della nostra vita>> << Grazie Sebastiano, siamo fortunati ad averti>> asserì Daniel. Quindi si separarono. Il giorno delle nozze iniziò con un trambusto generale, e nonostante le paure che incombevano, tutto il regno era in festa: da lì a poche ore ci sarebbe stato il matrimonio tanto atteso. Camilla si svegliò all’alba per quel poco che era riuscita a dormire. Era molto emozionata e disse alla sua ancella che la stava vestendo e pettinando:<< Oh Beatrice !!! Sono emozionata e felice. Tra poche ore sposerò Daniel! Mi sembra di essere in una favola>>. Poi rattristandosi immediatamente disse << Ho paura Beatrice, paura che qualcosa vada storto, che Marcus torni, che faccia del male a qualcuno e impedisca il coronamento del mio sogno d’amore>>. Beatrice la riassicurò con queste parole: << Mia signora, non deve aver paura, il suo Daniel ha disposto tutto nei minimi dettagli e non potrebbe passare  inosservata neanche una mosca. State tranquilla e godetevi la vostra felicità. << Oggi siete meravigliosa! Guardatevi!>>, le disse con fare allegro ed emozionato facendola avvicinare allo specchio. Camilla si guardò e stentò a riconoscersi. La sua carnagione d’alabastro era messa in risalto da un vestito rosso  di velluto a maniche lunghe ricamato con fili d’oro e pietre preziose. La lunga gonna e lo strascico slanciavano la sua esile figura. Camilla pensò in quel momento a sua madre, ma un colpo alla porta la fece sobbalzare. Beatrice aprì e lasciò entrare il padre di Camilla, re Serafin II. Camilla corse incontro a suo padre e lo abbracciò. Serafin II la scostò da sé per guardarla  e commosso le disse: << Sei bellissima figlia mia, somigli in maniera impressionante a tua madre e sei anche coraggiosa .Lei sarebbe molto orgogliosa di te. Adesso però dobbiamo andare, il tuo futuro sposo ci aspetta!>>. Camilla con gli occhi pieni di lacrime annuì e con un nodo alla gola si rivolse a suo padre :<< Ti voglio bene padre>>.  Si guardarono con profondo amore e cominciarono ad avviarsi verso il giardino del castello, dove Daniel e Camilla si  erano incontrati  per la prima volta. Daniel nella sua bella divisa da cavaliere aspettava impaziente ed emozionato l’arrivo della sposa. Frate Aniello,  anche lui onorato e commosso, aspettava di celebrare il matrimonio della bella principessa e del suo più grande amico. Erano accorsi tutti gli abitanti del regno per questo matrimonio. Il giardino era pieno di numerosi, variopinti e bellissimi fiori. Tutto era perfetto. Il cielo terso e limpido e il sole con i suoi raggi donava un dolce calore che accresceva la felicità e l’allegria. All’improvviso, alla vista della sposa, il brusìo degli invitati cessò. Tutti ammutolirono; la sposa avanzava accompagnata da suo padre, austera e bellissima nel suo magnifico abito da sposa, il suo volto trapelava un’enorme emozione e alla vista di Daniel ebbe un fremito. Era  così bello il suo cavaliere! Ed era  onorata di diventare sua moglie. Daniel dal canto suo era ammaliato e frastornato dalla bellezza di Camilla, non riusciva a credere che una creatura così meravigliosa potesse ricambiare il suo sentimento. I frati, osservandoli, benedicevano in silenzio, pregando affinché vivessero felici per sempre. Arrivati innanzi a Daniel, il re porse il braccio di sua figlia a Daniel e con questo gesto la cerimonia ebbe inizio. Frate Aniello celebrò il rito in maniera solenne ed emozionante. Alla fine si levò un grido dalla folla: << Che Dio benedica gli sposi!!! Viva gli sposi!!>>. Era fra Berto con la sua voce sempre allegra; seguì un caloroso applauso; imitato da tutti. Gli invitati tirarono alla coppia semi di grano come segno di prosperità e fertilità e come buon auspicio per una famiglia numerosa. Daniel colmo d’amore si rivolse a Camilla:  <<Sono felice, ti proteggerò, veglierò su di te e ti amerò per sempre>>. Camilla rispose così :<< Ti ho sempre amato e continuerò a farlo con fedeltà e devozione>>. Il banchetto di nozze fu memorabile, le tavole erano imbandite con ogni ben di Dio : quaglie arrosto, pernici e tortore, oche ,cervi, lepri,  cinghiali arrosto,   varie crostate. C’erano numerosi menestrelli e giocolieri e tutti si divertirono tra balli e canti.

I mesi passarono felici e l’ombra di Marcus  cominciò lentamente a sbiadirsi.

 Un giorno Camilla cominciò ad avere dei malesseri e Daniel molto preoccupato fece visitare Camilla dal medico; il responso fu una gioia : Camilla attendeva un erede! La felicità  di Daniel, del re, di mastro Leonardo, dei frati e di tutti  gli abitanti del castello fu enorme. Nel frattempo Marcus e Romunda tramavano nell’ombra; si allearono con Sigfrid, un sovrano di un regno non eccessivamente lontano che aveva aspettato a lungo l’occasione di annientare in qualsiasi modo Serafin II . Marcus e Romunda non ne conoscevano il motivo, ma la cosa non gli importava: la sete di vendetta era tanta! La gravidanza di Camilla procedeva bene nonostante i malesseri tipici dello stato in cui si trovava , ma era continuamente coccolata da Claudio, dai frati e da suo padre. Daniel dal canto suo non smetteva di accudirla e vezzeggiarla . Mentre in un altro luogo…<< Andrai tu Vigo, e come capo dei cavalieri e uomo di fiducia, sai cosa fare, non accetteremo  un  fallimento. Vero mio signore?>> Marcus si rivolse  a Sigfrid il quale proseguì <<Se fallirai, sai cosa ti aspetterà. E ora vai, è passato troppo tempo . Adesso è il momento di agire>> <<Sì signore, sono ai vostri ordini , non fallirò>> e detto questo Vigo partì.  Quando Vigo arrivò nei pressi del Convento nel Bosco dei Ciliegi, scese da cavallo, lo fece scappare, si strappò i vestiti e si rotolò per terra procurandosi diverse ferite. Il sangue gli scendeva a rivoli dalla testa , era una ferita apparentemente grave ma in realtà di poco conto; a guardarlo sembrava messo proprio male. << Così dovrei andare bene>>, e detto questo si diresse strisciando e zoppicando verso il convento. I frati stavano pregando quando sentirono bussare alla porta. Andò ad aprire Fra Pasquale che lì per lì non vedendo nulla pensò che fosse stato il vento , poi sentendo una flebile voce abbassò lo sguardo e vide un uomo ferito  << Oh buon Dio! Che vi è successo?>>.   Aiutandolo ad alzarsi cominciò a gridare:<< Fratelli, fratelli! Aiuto! Venite, c’è un uomo gravemente ferito!! >>. In men che non si dica accorsero tutti. << Oh mio Dio, ma che cosa è accaduto? Presto, presto, portiamolo dentro!>> dissero tutti concitati . Lo portarono in una stanza e lo medicarono. <<Per fortuna la ferita alla testa non è così grave come sembra>>, affermò Fra Antonio tra i lamenti e i pianti dell’ uomo. <<Come vi chiamate? >> domandò Fra Aniello. << Mi chiamo…mi chiamo…non lo so, non lo ricordo , come faccio adesso?>>. L’ uomo si mostrò disperato . I frati si guardarono e Fra Berto per cercare di farlo smettere di piangere disse :<< Su, buon uomo, non piangete , lo ricorderete presto, adesso siete al sicuro>>. << Sì ,potete starne certo>>, proseguì il priore. << Non ricordate nemmeno cosa vi è successo?>> chiesero i frati. << Non ricordo nulla, vi prego aiutatemi!>> . << State calmo e riposate adesso, avete una leggera amnesia, ma vi riprenderete presto. Verremo a controllarvi a turno. Cercate di dormire un po' >>. << Grazie fratelli, senza di voi sarei morto>>, disse piangendo, e stringendo la mano del priore la baciò. I frati uscirono e Fra Michele disse:<< Secondo voi cosa potrebbe essere successo a quell’uomo?>> . << Potrebbe essere stato attaccato dai lupi …>> disse Fra Pasquale. << Lo avrebbero  mangiato e a quest’ora  userebbero le sue ossa come stuzzicadenti. No, non può essere!>> affermò Fra Berto. <<Magari è riuscito a scappare ,a seminare i suoi aggressori ed è caduto in qualche dirupo ed è giunto qui dopo aver camminato per ore…>>, fu il pensiero di Fra Antonio . <<Oppure…è stato attaccato da qualcuno . E se Marcus fosse tornato? E se fosse stato proprio lui temendo di essere scoperto? Non dimentichiamo che è ancora chissà dove!>> disse Fra Aniello. A queste parole i frati spalancarono gli occhi e guardandosi si fecero  il segno della croce  ed esclamarono: <<OH Santo Cielo!!>> . << Non sappiamo se i miei timori siano fondati, ma comunque è meglio parlarne con Daniel>> consigliò Fra Aniello. <<Hai ragione , domani mattina andrò subito al castello>> asserì il priore. L’indomani mattina Daniel vide arrivare Fra Antonio tutto trafelato e andandogli incontro gli disse che aveva qualcosa di molto importante da dirgli e cominciò a raccontargli dell’ uomo ferito e dei sospetti di Fra Aniello . La notizia mise in allerta Daniel che gli disse di voler vedere e parlare con quell’uomo. A questo punto Fra Antonio lo portò al convento . Daniel parlò con l’uomo e chiese ai frati di non parlarne con Camilla, viste le sue condizioni. Ritornò al castello con molti dubbi e preoccupazioni. Passarono alcuni giorni e Daniel aumentò la sorveglianza in tutto il regno . Nel frattempo l’ uomo, con la scusa di voler andare nel luogo dove si era ritrovato per cercare di ricordare qualcosa, uscì dal convento e si recò presso una radura dove sorgeva una grande quercia. Lì lo aspettava qualcuno, che ricevette dall’uomo una lettera da consegnare a Sigfrid e Marcus. I mesi passarono e Camilla ormai era giunta al termine della gravidanza. Tutti erano in fermento per l’ arrivo imminente del bambino. L’uomo, che ormai i frati chiamavano Stefan, era entrato nelle simpatie degli abitanti del castello tanto da svolgere vari lavori per i frati e per il re, ignari degli incontri abituali e dello scambio di lettere con l’uomo misterioso alla grande quercia. Arrivò il fatidico giorno del parto e Camilla diede alla luce un bellissimo bambino che chiamarono Giorgio. Stefan nel frattempo osservava e continuava la sua farsa .  Un mese dopo Stefan si recò di nuovo alla grande quercia dove lo aspettava la solita sinistra figura. Non si accorse che Claudio vide lo scambio delle lettere e che, senza pensarci su, seguì l’uomo misterioso per vederci più chiaro. La sera seguente qualcosa di terribile accadde al castello. Il bambino era scomparso e al suo posto c’era una lettera di Marcus che diceva che aveva lui il bambino e che lo avrebbe ucciso di lì a poco.  Dopo, la stessa sorte  sarebbe toccata a loro. Le ricerche iniziarono subito tra la disperazione generale . Dopo un giorno a cavallo, il misterioso personaggio, con Claudio alle calcagna, giunse nel regno di Sigfrid. Claudio, mescolandosi con gli abitanti, scorse Marcus e capì che Stefan non era altro che una spia e che avevano progettato una trappola. Claudio, ignaro di ciò che stava accadendo al castello, partì al galoppo più veloce del vento per avvisare suo fratello del pericolo che incombeva sul castello. Quando arrivò  scoprì con dolore che era arrivato troppo tardi,ma grazie al suo racconto Daniel capì dove si trovava suo figlio. In breve tempo Daniel, il re ,Claudio e gli uomini furono pronti a partire. Quattro frati e mastro Leonardo rimasero con Camilla per cercare di calmarla e consolarla . Fra Aniello volle unirsi a loro,  desideroso di aiutarli a scovare il bambino. Pensava che sarebbe stato molto utile visto che conosceva molto bene il priore del convento del regno di Sigfrid e, considerato che era da molto tempo che non si vedevano, ritenne che  era giunto il momento di farlo adesso. Mentre galoppavano mille pensieri si affacciarono nelle menti di ognuno di loro. Quando arrivarono nel regno di Sigfrid fra Aniello, accompagnato da Daniel, Claudio e Serafin II vestiti da frati , andò dal priore che  li accolse con grande entusiasmo e felicità. Tutti gli altri uomini li attendevano accampati nei paraggi. Fra Aniello, dopo aver capito che il suo amico disapprovava i comportamenti del suo sovrano, gli raccontò il motivo del suo viaggio e di quello dei suoi amici. Il priore allora, desideroso di aiutarli, promise che avrebbe organizzato  una visita al castello per l’indomani mattina. Giunti all’accampamento, Daniel e tutti gli altri  passarono la notte ad organizzare un piano per trovare il bambino. Erano ansiosi e molto tesi. Da loro dipendeva la salvezza del bambino e la loro. La mattina seguente, arrivati al castello, entrarono e chiesero di  parlare con il re, dicendo che fra Aniello aveva sognato il re ed era rimasto turbato dal sogno.  Fra Aniello e il priore furono convocati dal re, mentre Daniel, Claudio e Serafin II, facendo finta di benedire le stanze e i corridoi, si misero a cercare il bambino per tutto il castello. Tutti gli altri uomini aspettavano, pronti , il loro segnale per attaccare.  Mentre recitavano le preghiere di benedizione, ecco arrivare  Marcus con fare minaccioso. Marcus intimò loro  di andarsene. Loro fecero finta di allontanarsi, ma videro che Marcus si dirigeva verso un altro corridoio che portava ad una stanza. Origliando, sentirono dei vagiti e una donna che si lamentava: era Romunda che si era stancata di sorvegliare la balia e il bambino e non vedeva l’ora di sbarazzarsi  al più presto del bambino. A questo punto Daniel spalancò la porta.  Le guardie accorsero sentendo le grida e senza aspettare il segnale gli uomini di Daniel attaccarono. Nel frattempo sentendo il trambusto giunsero fra Aniello con Sigfrid e il priore. Sigfrid appena riconobbe Serafin II, lo attaccò alle spalle disarmandolo.  In un impeto di odio profondo gli rivelò che in tutti quegli anni aveva aspettato il momento di vendicarsi perché lui gli aveva  rubato l’unica donna che aveva mai amato, impedendogli così di essere felice, mentre lui, Serafin,  aveva tutto ciò che doveva essere suo: figlia e nipote. Serafin II non credeva alle sue orecchie, non immaginava che l’allontanamento di quello che era stato il suo più grande amico era dovuto a questo. Sigfrid piombò contro di lui con la spada sguainata, ma Serafin fu pronto a scansarsi facendolo sbattere contro i vetri di una finestra che si frantumarono in mille pezzi e Sigfrid volò giù morendo sul colpo. Marcus e Daniel combattevano senza sosta. Fra Aniello nella confusione generale prese il bambino, ma fu fermato da Romunda che gli strappò il bambino dalle braccia e fece cadere fra Aniello in avanti facendolo finire proprio sulla spada sguainata di Marcus. Il priore e Daniel, rendendosi conto di ciò che era successo, si misero a gridare e in un attimo di sbandamento di Marcus, Daniel ne approfittò per disarmarlo. Poi corse da fra Aniello ormai morente, che lo benedisse, e mentre pregava per lui e il bambino morì. Marcus vedendo Daniel chino su fra Aniello si avventò con un pugnale contro di lui, ma Daniel girandosi di scatto lo trafisse con la sua spada. Marcus morì maledicendo tutti.  Romunda fu raggiunta da Claudio. Allora minacciò di uccidere il bambino, ma non si accorse  che dietro di lei c’era il re Serafin II che la colse di sorpresa e prese il bambino. Lei allora scappò e inciampando cadde e sbattè la testa su un masso morendo sul colpo. L’incubo era finito. Ritornarono a casa con il bambino. Camilla appena li vide cominciò a correre a perdifiato per raggiungerli. Una volta raggiunti abbracciò suo figlio tra pianti e grida. Tutti li acclamarono, ma quando videro il corpo di fra Aniello calò subito un silenzio tombale, rotto dalle grida di dolore dei frati. Tutti si unirono a quel dolore. Il bambino fu salvato, ma a caro prezzo. Il funerale fu celebrato quella sera stessa in maniera solenne e sontuosa e a distanza di un giorno fu celebrato il battesimo del futuro re a cui fu aggiunto al nome Giorgio un secondo nome: Aniello.